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B.T.H (Band To Hate) – “Spaghetti Hardcore”


A cura di Oliver Ax

Quando si ascolta un lavoro come Spaghetti Hardcore , e non si e’ familiari al genere, bisogna lasciar da parte i pregiudizi, così da non viziare il commento con una giustificata impulsività, dovuta a quella sensazione di ipersensibilità che ha l’epidermide quando si accappona. E’ necessario tenere conto, ai fini del imparzialità, dell’ habitat naturale in cui milita questa band. E’ un mondo fatto di caos, lercio e rumoroso in tutte le sue forme. Disarmonico e stonato, nel miglior stile punk, il canto sfocia rabbioso e confuso. Sembra marcire nella bocca del frontman per poi essere vomitata in faccia ad un pubblico che inevitabilmente si spintona eccitato, dimenandosi in un macello di carni intrecciate e aspro sudore. Ci s’immagina senza difficoltà un club tinteggiato di rosso, dall’aria soffocante, frequentato da clienti scalmanati e dalle rasature diseguali. Cani e lividi abbondano in questa atmosfera in cui i B.T.H. fanno prolificare la propria creatività come fosse una provetta contenente dei pericolosissimi batteri di un raro ceppo di Ebola. 

Ritmi supersonici scandiscono il tempo di questo Ep. Potenti e dolorose, le rullate sulle pelli, fanno vibrare le finestre come se fuori ci fosse la guerra, ma il conflitto a fuoco, esplode imperioso all’interno, grazie a canzoni come “What’s inside you” e “Borderline“. I loro brevissimi assoli di chitarra, sciamano con il suono di milioni di vespe che continuano, a traccia conclusa, a ronzare frenetiche nella testa. Il canto beffardo, sembra prendere in giro l’ascoltatore nel più assoluto menefreghismo, classico dello stile che vogliono imitare. “Tommy the Beatle” possiede un sound saltellante e una melodia che ricorda le vecchie canzoni Hardcore di stampo germanico. Anche il testo viene pronunciato istintivamente e con furibonda durezza. La discutibile introduzione di “Camping Warwfare” chiude con un ultima provocazione questo sanguinolento lavoro. Il brano e’ simile ad una raffica di proiettili sparati da un mitra a canne rotanti da un pazzo senza coscienza ne religione. La formula stilistica quindi non cambia, avvalorando l’etichetta di “scalmanati” che precede i Band To Hate, letteralmente un band da odiare. 

In conclusione si può affermare che ci vuole coraggio e stomaco di ferro per digerire questo complesso, ma nel loro mondo fatto di rumore e cherosene sono delle scintille che forse si trasformeranno in brutale incendio, che dilagherà affamato e feroce nel inquietante circuito sotterraneo dell’ Hardcore.

https://www.facebook.com/BTHband

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