Archivi tag: alternative rock

Fake Heroes – la semplicità al potere


A cura di Oliver Ax

Fake Heroes, e’ un progetto consistente che poggia con intelligenza su solide e accurate basi propedeutiche. Senza nemmeno ascoltarli, si ha subito l’impressione di trovarsi di fronte ad un gruppo con idee chiare e ambiziose mire espansionistiche. Sembrano infatti catalizzare in loro tutte le regole fondamentali richieste dallo show business per quanto riguarda il rock moderno ed alternativo.

Gli elementi che compongono questa band, hanno un look tetro e propongono video dalle immagini oscure e inquietanti, che vengono però fluidificate, da atmosfere cariche di sentimento ed energia. Non è difficile immaginarli ad un concerto, mentre fanno tabula rasa di ogni onda celebrale presente in sala. Di fatto, al primo ascolto, i Fake Heroes, ti lasciano con la bocca aperta e gli occhi sgranati, con quell’espressione leggermente inebetita di chi ha appena assistito a qualcosa di non comune, o comunque, al di fuori di ogni aspettativa. 

La cosa che colpisce subito l’ascoltatore è la voce principale del gruppo, decisiva ed importante soprattutto nelle parti acute. Anche se la pronuncia non è quella di un ragazzo di Manchester, il particolare timbro vocale non può lasciare indifferente. Si potrebbe dire, per cercare un paragone, che abbia fatto colazione con latte, cereali e Bon Jovi. Quando estende le proprie corde vocali, la somiglianza con la sopracitata leggenda è davvero indiscutibile. Il resto della formazione, segue con criterio la strada armonica spianata dal talentuoso vocalist. Nessuno fa più del dovuto e a buon ragione perché si sa che le cose semplici, se fatte bene, possono rendere tanto. Al contrario, differenti arrangiamenti musicali, potrebbero trasformare il tutto in una sorta pastrocchio esasperante. In alcune tracce, sono particolarmente pregevoli le partiture di chitarra, graffianti e mai esagerate. La sezione ritmica, infondo, non è da meno e propone un muro sonoro molto dinamico, ma non troppo articolato.

In definitiva, dovrebbe essere proibito per legge suonare dopo i Fake Heroes. Si rischierebbe il collasso cardiaco per cercar di non essere da meno. E’ certo che dopo il loro devastante passaggio, non solo l’erba potrebbe non crescere mai più, ma gli stessi atomi dovrebbero far attenzione a non essere infine polverizzati.

http://www.fakeheroes.eu/

https://www.facebook.com/fakeheroes.band

 

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Sonic Flowers – “In Altitudine”


A cura di Chiara Callegari

Nonostante il loro nome regali alla nostra mente un’immagine colorata, i Sonic Flowers suonano un alternative rock assolutamente disilluso con melodie che lasciano una scia “languida”. In attivo dal 2011, dopo la caccia al rifugio dell’arte, i quattro componenti dei SF, Giovanni Amicone alla voce, Alessio D’Ascenzo al basso, Daniele D’Ascenzo alla chitarra e Marco D’Aulerio alla batteria si sono messi all’opera nell’intento di creare qualcosa di potente in modo da poter emergere da quella schiera di gruppi indie del “già sentito”; In effetti il quartetto non è ancora riuscito totalmente a discostarsi da questa suddetta schiera, una pecca che non esclude però di trovare dei pezzi buoni.

Il loro EP d’esordio s’intitola In Altitudine, cinque brani rock in cui si mescolano una chitarra potente, riff orecchiabili ed una voce acerba e flemmatica che raggiunge quel temperamento giusto in grado di assemblare tutto in maniera perfetta. Testi che evidenziano l’appartenenza ad una generazione sempre più anonima e alla ricerca di punti di riferimento, fino a passare per la poetica “non sense” dal carattere straniante come il brano “Il delirio del presidente Schreber”. Le loro canzoni sono dei veri e propri immaginari ipnotici, un rock “sporco” rigorosamente anni 90’ molto presente nel pezzo “Numero 5” e in cui non è difficile ritrovare un suono ispido grazie all’utilizzo del distorsore e la presenza di un feedback acustico ghiacciante. La loro musica gioca costantemente in bilico tra rifiuto ed attrazione, lo stile è caratterizzato anche da inestricabili rimandi melodici come nel brano “Nuova pace”, incorniciati da un suono aspro come nel pezzo che prende il nome dell’EP stesso, “In Altitudine”.

Cinque brani correlati tra loro e suonati con una tecnica quasi impeccabile, ne esce così un suono curato grazie anche al mastering fatto dal famoso musicista e produttore James Plotkin. Quello dei Sonic Flowers è un EP random, formato da tanti elementi identici che purtroppo fanno perdere un bel po’ di lucentezza al prodotto finale ma che non oscurano la bravura dei componenti; non rimane che augurar loro buona fortuna!

http://it-it.facebook.com/pages/Sonic-Flowers/195897570468984

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